Silvia Carapezza, una maestra eccezionale

Dopo un bel po’ di assenza sono finalmente riuscita a tornare sul mio blog per inaugurare la nuova sezione: “Persone eccezionali”. Oggi vi parlerò di una persona veramente eccezionale: lei è Silvia Carapezza, docente dell’Istituto Comprensivo Statale Don Lorenzo Milani di Quarto.

Tra le tante telefonate che ricevo ogni giorno, nello scorso marzo 2017 è arrivata la sua. Mi disse che voleva realizzare due dei miei incontri “Art School” per la  fine dell’anno con il suo gruppo di 20 artisti di seconda elementare e così completare il percorso che aveva realizzato con loro.

Poiché mi  piace fare le cose per bene, sono solita pensare ad ogni minimo particolare: il mio lavoro non consiste solo nel mettere i cavalletti e le tele per fare dipingere i bimbi, quello lo può fare chiunque; nel mio lavoro c’è la mia vita ed il mio tempo. Per poter pianificare questi due incontri avevo bisogno di più elementi; si trattava di andare a completare un percorso con i miei laboratori, per cui ho chiesto a Silvia i dettagli: che cosa avevano fatto questi bimbi? che cosa potevo aggiungere?

La risposta fu incredibile, come la lista delle cose fatte. Rimasi sorpresa, ho capito che parlavamo di un gruppo di bambini pronti per esprimere al meglio le loro capacità e quello che avevano imparato durante l’anno.

Ho scoperto allora una dote eccezionale di questa maestra: la sua grande umiltà. Lei con i suoi mezzi e con la sua grinta aveva regalato esperienze importanti, aveva regalato oltre al suo amore, la saggezza e la passione, come fanno le mamme amorevoli. Non si trattava soltanto di una maestra di seconda elementare con una classe di 20 allievi, ma di una donna fantastica e madre di 20 bambini. Una guida che li prepara per la vita. Ma allora erano soltanto sensazioni, quelle che si sentono a pelle.

Ho sArt School Don Lorenzo Milanicelto per loro Vincent Van Gogh e Frida Kahlo, due artisti immensi che con la loro incredibile grandezza non possono che dare ai bambini tanti spunti ed ispirazione per i propri sogni.

Così il primo giorno parlai a loro dell’uomo dei girasoli e le notti stellate; erano così entusiasti che siamo rimasti a parlare più a lungo del solito, rispondevano alle mie domande con sicurezza e consapevolezza dei loro sentimenti, ognuno fiero ed orgoglioso della propria creatività, ognuno padrone dei propri sogni e rispettoso di quelli altrui. Ricordo ancora tutte le cose che ci siamo detti e che purtroppo non ho potuto registrare il primo giorno (il video che troverete più avanti è del secondo incontro). Tra le tanti frasi pronunciate in quella classe il primo giorno una mi colpì particolarmente: “io sono fiero del mio lavoro perché ci sto mettendo tutto l’impegno e non mi interessa se non è perfetto”.

Art School Don Lorenzo MilaniSiamo stati proprio felici quel giorno. Capii allora che quella meravigliosa maestra che mi aveva colpito al telefono era andata ben oltre le mie intuizioni ed aspettative. Non ho mai sentito alcune delle frasi che odio di più: “non uscire dai bordi quando colori”, “non usare il nero, non è per bambini”, “stai sbagliando, sei il solito”, “usa questo colore, quello è brutto”. Ogni bambino era lasciato libero di esprimere la sua creatività ed era stato reso capace di farlo.

Art School Don Lorenzo Milani

 

La  premura di Silvia è stata tale che per rendere più bella e magica quella giornata ci mise musica classica in sottofondo.

Nel secondo incontro dovevamo fare un laboratorio dedicato alla festa della mamma; parlai a loro della donna dalle sopracciglia unite e dalla forza di un uragano, la mia amata “Friducha”. Questo incontro invece sono riuscita a registrarlo; le immagini parleranno per me.

In sintesi, vorrei dire ad ogni genitore di ognuno di questi bambini che i loro figli sono in ottime mani, anche se secondo me lo sanno già. Che al di là dei programmi scolastici, ci servono più scuole e maestre capaci di prendere i bambini per mano e guidarli verso il futuro, senza pregiudizi, senza schematizzazioni e senza differenze di categorie, senza  quel bisogno esagerato di creare essere umani stereotipati, ma con il rispetto della creatività ed originalità di ognuno che è proprio quello che gli consente di avere una maggiore sicurezza ed autostima. I bambini non hanno bisogno di molto, loro nascono puliti. Hanno solo bisogno di una mano che li prenda e li faccia sentire accompagnati. Proprio come fa Silvia Carapezza.

Art School Don Lorenzo Milani

Ho voluto fare alcune domande a questa incredibile maestra e vi riporto di seguito il testo integrale delle sue risposte.

Nel frattempo vi saluto e sono certa che  troverete altri articoli come questo, perché nei miei tanti innumerevoli viaggi ho incontrato ed incontrerò ancora persone eccezionali, in Campania ce ne sono proprio tante. Ma nessuno ne parla.

Ci vediamo in giro

Naty

INTERVISTA A SILVIA CARAPEZZA:

1. Qual è il tuo rapporto con l’Arte?

Non sono molto esperta e non ho una gran vena “artistica” ma ritengo che l’Arte sia un mondo fantastico,come quello delle fiabe, affascinante dove fantasia ed emozioni possono liberarsi senza condizionamenti ed essere contemporaneamente terapeutica.

2. Com’è nata l’idea di intraprendere la carriera di insegnante?

L’insegnamento è stato sempre un mio pallino, già da piccola mi piaceva l’idea di poter trasmettere qualcosa di me e la cosa più emozionante che ho scoperto è che dai bimbi c’è tanto da imparare

3. Il tuo lavoro con la tua classe mi ha colpito tantissimo, qual è il tuo segreto per creare un gruppo nel quale ogni piccolo studente conserva la propria singola identità, passione, personalità e autonomia nel rispetto altrui?

Per me crescere insieme è una priorità, aldilà dell’insegnamento nozionistico dei programmi didattici, siamo una piccola famiglia che si confronta, condivide molto tempo, collabora perché no a volte si scontra, ma cerca di superare gli ostacoli e migliorarsi; ritengo fondamentale in ogni azione poter toccare la mente ed il cuore altrui, dare spazio alla sfera affettiva ed umana, lavoro costantemente per infondere loro questa sensibilità.

4. Credi che l’Arte possa aiutare i bambini nella loro crescita?

Assolutamente sì: ogni forma d’arte consente di  manipolare, esprimersi liberamente,emozionarsi, conoscersi ed approcciare al mondo circostante con equilibrio ed armonia..Questo dà un importante imprinting allo sviluppo globale dei fanciulli,è una marcia in più, che consentirà una lettura più “aperta” del mondo.

5. Pensi che sia importante educare i bambini lasciando lo spazio alla libertà creativa e perché?

E’ fondamentale: ognuno ha un’abilità, un’intelligenza,bloccando o vincolando la creatività non agevoli la possibilità di scoprire le proprie inclinazioni e soprattutto si crescono ragazzi che devono poi fare i conti da adulti con tabù, spettri dei propri fantasmi, insicurezze. In fondo i malesseri dell’epoca contemporanea dovuti ad un “mondo” virtuale, costruito che lascia poco spazio alla “libera espressione”.

6. Consiglieresti i laboratori de “Il Mondo di Naty” ad altre scuole e perché?

Ho già consigliato ed indicato il laboratorio di Naty a diverse colleghe e non :sulla base dei principi espressi finora,che poi sono teorie da sempre percorse dall’illustre pedagogia, le attività in cui i bambini con le proprie “mani” possano “fare ed imparare a fare” sono quelle più efficaci e proficue ai fini del processo evolutivo e di apprendimento. In particolare sono rimasta davvero meravigliosamente e positivamente sbalordita di come i “piccoli artisti”,attraverso i laboratori de “il mondo di Naty”, oltre a divertirsi, si sono catalizzati ed avvicinati con estrema curiosità alla conoscenza dei maestri pittori, alle loro storie, opere, riuscendo poi a produrre le loro “piccole grandi opere” perfettamente guidati alla tecnica con tanta disinvoltura senza limitare l’originalità. La capacità di portarli a realizzare dei manufatti apprezzabili mediante  un percorso semplice e spontaneo, senza forzature ha motivato i bambini,stuzzicato le emozioni e soprattutto ha infuso autostima. Giocare ed apprendere sono la formula perfetta della vostra proposta laboratoriale e dell’esigenza formativa dei bambini.

 

 

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Autore dell'articolo: Naty

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